Ratman spiega perché finiscono alcune relazioni. http://t.co/q9bW3WH
Ratman spiega perché finiscono alcune relazioni. http://t.co/q9bW3WH
Semi.
Come la metà di un ramo. Come la metà di una foglia. Come la metà di un pensiero. Ne hai messo uno, oggi. Lo curo, lo coccolo, ti ringrazio. È un bel seme, lo tengo insieme agli altri che in questi giorni qualcun’altra mi ha regalato e sono assai belli.
Semi.
Metà.
Non che siamo mai stati unità d’altronde, non che ce ne sia bisogno. Ma con che unità si misura il bene? Rancore no, non mi serve, non ne ho. Non ho nemmeno amore, certo, ma non serve quando ci si vuol bene.
I miei semi li hai ancora tu, non so dove, ma so di averteli dati. Devi solo lasciare che io ti spieghi come curarli, così come io ho bisogno di sapere da te come curare il tuo.
Non leggere, ascoltami…
Lasciate che vi racconti una storia.
Immaginate un evento A ed un evento D. L’evento A necessita della cooperazione di almeno due insiemi di eventi, chiamati A1 ed A2, perché esso avvenga. Va da sé, che per la base della statistica, la probabilità che A avvenga è uguale al prodotto delle probabilità che A1 ed A2 esistano nell’universo degli eventi. Ma A1 ed A2 sono condizionati da tutta una serie di fattori, come C, T, P, L, e così via, che ne diminuiscono via via la probabilità che essi accadano contemporaneamente (ricordando che bisogna sempre moltiplicare delle frazioni di tipo 1/x fra di loro). Tale ammasso di operazioni rende la probabilità di A prossima allo zero.
Ora immaginate un evento D. Tale evento D necessita solo ed esclusivamente di A1. Va da sé che è più probabile che esista.
Usciamo dalla statistica e andiamo al sodo. Supponiamo l’evento A essere tecnicamente verificabile con una serie di prove pratiche. Tali prove sono pur suscettibili di errore, ma pur sempre attuabili. L’evento D, al contrario non è dimostrabile con prove pratiche, di qualsivoglia natura.
Va da sé che, nonostante la probabilità di A sia infinitamente piccola, sia meglio concentrarsi su questa, giacché verificabile, che non sulla seconda.
Ma è già dimostrato dalla teoria di base che la probabilità che A avvenga sia nulla. Quindi per quanto si facciano prove tecniche e dimostrazioni, si trovano sempre più prove che A non sia avvenuto, piuttosto che il contrario. Quindi possiamo solo dimostrare la non esistenza di A, mentre l’esistenza di un qualcosa che sfiora lo zero è dimostrabile solo teoricamente.
Si potrebbe anche dire che D è fatto di A, ed allora cadrebbe anche D, peraltro. Se escludiamo questo, invece, allora D è più probabile che esista anche se non lo dimostreremo mai.
Ecco perché, nonostante entrambi siano astrazioni della nostra mente, sembrerebbe più facile credere in Dio che nell’Amore. Beato chi crede in A dunque, perché io ho solo prove della sua non esistenza in mano, più di quante ne abbia per la non esistenza di D.
(ma si diceva anche che non bisogna usare la logica in Amore, ergo…)
Voglio.
Voglio conoscerti. No è banale. Voglio poterti dedicare frasi e desideri sussurrati nell’orecchio, che fossero stati scritti in versi, sarebbero le più grandi poesie della storia.
Voglio vederti sorridere per questo. Voglio vederti felice ed essere io la causa della tua felicità, voglio passare il tempo con te, riempire questi giorni di solitudine che, pur avendo la stessa radice di sole, non sono che oscure noie. Voglio portarti in locali nuovi, riempirti di dolcezze alimentari e non, voglio farti da cavaliere la sera, e da accompagnatore nello shopping.
Voglio far parte della tua libertà, garantirla ed onorarla. Voglio essere nei tuoi pensieri di tanto in tanto, voglio essere quello su cui sfogherai tutti gli altri pensieri in cerca di ascolto. Voglio essere ascoltato quando non avrò la forza di essere forte, voglio che tu cerchi di capire quel che penso senza che io te lo dica. Voglio che tu mi parli, mi racconti le tue giornate, che mi dici dove sei, che fai, a cosa pensi, in modo da esserti vicino pur essendoti lontano, perché sei tu a coinvolgermi nella tua vita.
Voglio prenderti la mano, tenerla, farla diventare congiunzione tra due corpi, trasformando la tensione di un “io e te” in un più dolce e rassicurante “noi”. Voglio che ti togli gli occhiali da sole, che mi lasci guardare i tuoi occhi sempre, occhi color nocciola in cui posso sentire un abbraccio e perdermi senza paura. Voglio avere paura di perderti, morire per ogni minuto che passo con la voglia di vederti, ma con la certezza che anche tu voglia vedermi. Voglio vederti nel mio letto, schiudere gli occhi di primo mattino, nel sorriso della colazione che ti sto portando.
Voglio tutto questo perché ogni singolo desiderio è in realtà quello che io voglio regalare a te. Voglio che anche tu desideri tutto questo da me.
Voglio baciarti.
Invece non ci rivedremo più, non è così?
(post scritto in data 26/05/2011. Se mai lo pubblicherò vorrà dire che aveva ragione l’ultima frase, che per l’ennesima volta, la forza del desiderio è stata abbattuta dalla violenza inevitabile ed incolpevole della realtà)
EDIT del 02/06/2011 (data di pubblicazione): le voglie svaniscono, erano presenti e diventano imperfette, coniugate al passato, si affievoliscono quando il peso lo sopporta solo uno, ma questo post lo dovevo al me che ero in quel momento. Una sola voglia, però, è rimasta. Ti voglio bene.
Quando non si ha nulla da fare per un giorno, la vita ti propone cose strane. Tipo una curiosa sfida botta e risposta utilizzando solo ed esclusivamente frasi tratte dai testi dei Pink Floyd. Senza accordi, naturalmente. Senza regole, che chi ama la musica non ne ha bisogno: sa già quando una nota stona ed eviterà di usarla.
Però ve la faccio ascoltare ugualmente.
| dtblamethecake …and keep your dirty feelings deep inside… |
| planetprogx @dtblamethecake and if you’re taking your girlfriend out tonight…. :D |
| dtblamethecake @planetprogx …e questa… You got to be crazy… |
| planetprogx @dtblamethecake you gotta have a real need… :D |
| planetprogx STOP! @dtblamethecake(I wanna go home… take off this uniform and leave the show…) XD |
| dtblamethecake @planetprogx …i’m waiting in this cell because I have to know… have i been guilty all this time… |
| planetprogx @dtblamethecake if I were a good man, I’d talk to you more often than I do… |
| dtblamethecake @planetprogx …BUT NO! |
| planetprogx @dtblamethecake came on dear girl, have a cigar, you’re gonna go far! (semicit) |
| dtblamethecake @planetprogx …and did I tell you the name of the game, boy? |
| planetprogx @dtblamethecake none told me when to run, I missed the starting gun (semicit) |
| dtblamethecake @planetprogx …all you touch and all you see is all your life will ever be… |
| planetprogx @dtblamethecake while you are wasting your time on your enemies, engulfed in a fever of spite… :D |
| dtblamethecake @planetprogx What do you want from me! |
| planetprogx @dtblamethecake YOU gotta stem the evil tide, and keep it all on the inside |
| planetprogx È inutile, @dtblamethecake you know you just can’t win XD |
| dtblamethecake @planetprogx Fearlessly the idiot face the crowd… smiling… :) |
| planetprogx @dtblamethecake and who’ll deny it’s what the fighting’s all about? |
| dtblamethecake @planetprogx I can barely define the shape of this moment in time. |
| planetprogx @dtblamethecake should we shout? should we scream? |
| dtblamethecake @planetprogx … hide my head in the sand (semicit.) |
| planetprogx @dtblamethecake and no one sings me lullabies, no one makes me close my eyes… so I throw the windows wide, and call to you across the sky! |
| dtblamethecake @planetprogx Would you like to learn to fly? Would you like to see me try? WOULD YOU? |
| planetprogx @dtblamethecake don’t be surprised when a crack in the ice, appears under your feet! |
| dtblamethecake @planetprogx …dragged down by the stone. |
| planetprogx @dtblamethecake While you were hanging yourself on someone else’s words, dying to believe in what you heard… |
| dtblamethecake @planetprogx …I can hide hide hide behind paranoid eyes (semicit.) |
| planetprogx @dtblamethecake we’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year, running over the same old ground, what have we found? |
| dtblamethecake @planetprogx …MONEY…?! |
| planetprogx @dtblamethecake get away! |
| dtblamethecake @planetprogx Ooh babe! Don’t leave me now, don’t say it’s the end of the road … |
| planetprogx @dtblamethecake di di di did you hear the falling bombs? |
| dtblamethecake @planetprogx my nervous system all awry |
| planetprogx @dtblamethecake sweet smell of a great sorrow lies over the land… |
| dtblamethecake @planetprogx …remember a day before today… |
| planetprogx @dtblamethecake the grass was greener… |
| dtblamethecake @planetprogx …I was in the kitchen Seamus, my own hound, was outside |
| planetprogx @dtblamethecake and if you hear as the warm night falls, the silver sound from a time so strange, sing to me, sing to me |
| dtblamethecake @planetprogx do you think they’ll like the song… |
| planetprogx @dtblamethecake do you know that I care what happens to you? And I know that you care, for me too! :) |
| dtblamethecake @planetprogx …there’s nothing you can say to make me change my mind |
| planetprogx @dtblamethecake goodbye |
| dtblamethecake @planetprogx Thought I oughta tear the curtain down… |
| planetprogx @dtblamethecake I feel like I’m drowning, you know I can’t breathe now, we’re going nowhere… |
| dtblamethecake @planetprogx …into the shining sun (ok, finiamola che io potrei andare avanti per giorni) ;) |
| planetprogx @dtblamethecake There’s no sensation to compare with this, suspended animation, a state of bliss :D (siamo in due, quindi…) STOP! |
| dtblamethecake @planetprogx … :) 2 hours ago |
PS: mi scusassero per gli spazi, ma nonostante mi sia letto tutto il codice html, non ho capito perché continuano a vedersi quegli spazi nella tabella
@planetprogx http://bit.ly/ewBm22 “Il tuo modo d’amare” :-))
Esiste gente in questo cavolo di mondo che sa svestirti di ogni cavolata con cui vai pavoneggiando la tua normalità indosso, il tuo essere come altri o magari perfino meno degli altri. È una così flebile e potente voluttà quella di svalutarsi ogni giorno. Eppure, qualcuno ti prende e con un paio di parole ti fa voltare all’improvviso dove c’è quello specchio, dove il re è decaduto, ma è pur sempre nudo. E mi dedica queste parole, come se mi conoscesse meglio di chi mi guarda sbuffare ogni giorno perché non sa ascoltare quello che ho da dire.
Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.
Eterno è il secondo che ci separa da me.
Eterno secondo, me.
L’illusione che ci cuoce a fuoco lento, rilasciando zolfo dentro la gabbia dorata in cui rinchiudevamo le carezze. Tu, un altro nome nella lista dei sinonimi con cui rivesto l’attesa di rimanere senza satellitare, senza orientamento, sperduto e felice.
E ne fo voglia, ne faccio parola, ne faccio paura di te e ti perdo così, perché so bene che non saprai leggere nel sole che tramonta e si allontana dallo sguardo.
E si finge. Si finge eterno, il secondo. Il tempo che fugge, la passione ruggente, lo squallore che avanza e la solita convinzione d’aver nuovamente sprezzato il cuore, ma pieno di sdegno, di classifiche e disillusioni.
E questa vita, che mi dà tanto, mi fa primo per merito, secondo per il tuo spirito. Al punto che parole non mie sappiano parlare ancor meglio di me. E che lascio qui come omaggio.
,, e come è facile liberarsi di qualcuno che era stato pensato parte integrante di qualcosa di”inventato e narrato”
Cuore sprezzato. ( non spezzato e nemmeno a buon mercato. Solo pieno di spregio )
ringrazio Dany per l’immagine e l’entusiasmo che ha creato per questo post
Sei sparita. D’un tratto. Non pensavo che potesse accadere. Mi vengono in mente le parole di Leaving New York dei R.E.M. Qualcosa che suonava più o meno come
Probabilmente avresti riso se te l’avessi detto
Avresti potuto nascondere una smorfia
Forse sei riuscita a cambiarmi
Forse mi hai migliorato
È più facile partire che esser lasciati alle spalle
E partire non è mai stato un mio vanto
Infatti non sono mai stato felice di partire. Si soffre sempre per la rottura di un equilibrio, ed io sono umano, ho avuto il dolore da attrito, da cambiamento necessario. A volte mi sono anche scaldato, era inevitabile, perdonami.
Invece ora sei sparita tu. Non ti sento più. Dentro di me. Non ti penso più. Non desidero, non sorrido, non rifletto, non mi chiedo, non ci sei. Vuoto? Neanche quello. Gradualmente sei riuscita ad uscire dai miei pensieri, senza far male, come vi eri entrata, con l’ultimo ricordo di un “ti voglio bene” ogni volta che ci siamo visti, sentiti. A volte anche non detto ed espresso da un modo di scrivere, da una domanda, da un messaggio.
Vorrei augurarlo ad ognuno di quelli che han perso qualcuno. Indescrivibile serenità.
Stai leggendo? Non tu, ma tu, destinataria di queste parole. Ma se hai letto, mandami un messaggio, dove nessun altro che noi lo possa leggere. Non è un addio. Non un lamento, una lamentela, una critica, un piagnisteo. È un grazie. Sempre, infinito, grazie. Anche per come ti sei dissolta nella luce dei miei pensieri.
Balla, sorridi, divertiti, vivi! Ogni volta che pensi a te stessa, voglio che tu sia felice. Voglio che tu sia serena. Danza, come non mai, piccola Meraviglia di questo mondo.
E ancora grazie. Sorrido. Sorridi?
Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza del Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi.
- Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo o non stiamo?
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, di un blu che così blu il cielo di Milano non era stato mai.
In attesa di capirci qualcosa gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento e i pedoni più grassi gridavano: :- Lei non sa chi sono io!
Gli spiritosi lanciavano frizzi: – Il verde se lo sarà mangiato il commendatore, per farci una villetta in campagna.
- Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini.
- Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l’olio di oliva.
Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo. a pensare:
« Poveretti! lo avevo dato il segnale di “via libera” per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio»
(Gianni Rodari)
Stralci si conversazioni nascoste, segreti che non amplificano i sensi, ma attenuano i colpi. Il vedo non vedo che non stimola pruriti ma anzi li sopprime, per il bene di un rapporto. Lasciamo spazi vuoti nelle nostre frasi, sperando che chi li riempia, togliendo l’anima a quei puntini, scriva quel che vorremmo leggere.
La risposta arriva. Sebbene sia normale, non è quel che volevamo… Così ci accontentiamo di aver sostituito l’anima con la normalità. Abbiamo dato modo, di nuovo, all’altra persona di sentirsi a suo agio, libera di dire quel che voleva, libera dalle nostre richieste, dalle nostre voglie.
Ma la verità è che siamo fatti della stessa materia di cui son fatti i dubbi. Lasceremo altri spazi da riempire, ma mai saremo noi lo spazio vuoto nelle frasi di qualcuno.
Forse.
Then something’s gonna happen to make your whole life better, your whole life, better one day…
(ispirato da un messaggio mezzo inviato)