….all inside….

Rain

Semi

Semi.

Come la metà di un ramo. Come la metà di una foglia. Come la metà di un pensiero. Ne hai messo uno, oggi. Lo curo, lo coccolo, ti ringrazio. È un bel seme, lo tengo insieme agli altri che in questi giorni qualcun’altra mi ha regalato e sono assai belli.

Semi.

Metà.

Non che siamo mai stati unità d’altronde, non che ce ne sia bisogno. Ma con che unità si misura il bene? Rancore no, non mi serve, non ne ho. Non ho nemmeno amore, certo, ma non serve quando ci si vuol bene.

I miei semi li hai ancora tu, non so dove, ma so di averteli dati. Devi solo lasciare che io ti spieghi come curarli, così come io ho bisogno di sapere da te come curare il tuo.

Non leggere, ascoltami…


Il tuo modo di amare

@planetprogx http://bit.ly/ewBm22 “Il tuo modo d’amare” :-))Wed Apr 20 21:42:07 via TweetDeck


Esiste gente in questo cavolo di mondo che sa svestirti di ogni cavolata con cui vai pavoneggiando la tua normalità indosso, il tuo essere come altri o magari perfino meno degli altri. È una così flebile e potente voluttà quella di svalutarsi ogni giorno. Eppure, qualcuno ti prende e con un paio di parole ti fa voltare all’improvviso dove c’è quello specchio, dove il re è decaduto, ma è pur sempre nudo. E mi dedica queste parole, come se mi conoscesse meglio di chi mi guarda sbuffare ogni giorno perché non sa ascoltare quello che ho da dire.

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

(da “La voce a te dovuta” di Pedro Salinas)
dedicatami da un’amica davvero cara, che sa di me più del mio stesso sapere il mio sapore.

Eterno secondo

Eterno è il secondo che ci separa da me.

Eterno secondo, me.

L’illusione che ci cuoce a fuoco lento, rilasciando zolfo dentro la gabbia dorata in cui rinchiudevamo le carezze. Tu, un altro nome nella lista dei sinonimi con cui rivesto l’attesa di rimanere senza satellitare, senza orientamento, sperduto e felice.

E ne fo voglia, ne faccio parola, ne faccio paura di te e ti perdo così, perché so bene che non saprai leggere nel sole che tramonta e si allontana dallo sguardo.

E si finge. Si finge eterno, il secondo. Il tempo che fugge, la passione ruggente, lo squallore che avanza e la solita convinzione d’aver nuovamente sprezzato il cuore, ma pieno di sdegno, di classifiche e disillusioni.

E questa vita, che mi dà tanto, mi fa primo per merito, secondo per il tuo spirito. Al punto che parole non mie sappiano parlare ancor meglio di me. E che lascio qui come omaggio.

,, e come è facile liberarsi di qualcuno che era stato pensato parte integrante di qualcosa di”inventato e narrato”Tue Apr 05 09:23:39 via web

Cuore sprezzato. ( non spezzato e nemmeno a buon mercato. Solo pieno di spregio )Mon Apr 04 19:35:18 via TweetDeck


Fa un freddo solitudine

Stralci si conversazioni nascoste, segreti che non amplificano i sensi, ma attenuano i colpi. Il vedo non vedo che non stimola pruriti ma anzi li sopprime, per il bene di un rapporto. Lasciamo spazi vuoti nelle nostre frasi, sperando che chi li riempia, togliendo l’anima a quei puntini, scriva quel che vorremmo leggere.

La risposta arriva. Sebbene sia normale, non è quel che volevamo… Così ci accontentiamo di aver sostituito l’anima con la normalità. Abbiamo dato modo, di nuovo, all’altra persona di sentirsi a suo agio, libera di dire quel che voleva, libera dalle nostre richieste, dalle nostre voglie.

Ma la verità è che siamo fatti della stessa materia di cui son fatti i dubbi. Lasceremo altri spazi da riempire, ma mai saremo noi lo spazio vuoto nelle frasi di qualcuno.

Forse.

Then something’s gonna happen to make your whole life better, your whole life, better one day…


(ispirato da un messaggio mezzo inviato)


Terrò?

Con-tenere, trat-tenere. Tenere. Tenere duro, tenere il tono giusto, tenere corta la briglia al cuore. Parola vietata, tabù. Cercare un sinonimo. Anima solo se mortale, oppure cosa. Tenere a bada i bisogni, tenere fuori le aspettative, tenere il muso no, non è ancora il caso, tenere ferme le mani, no, non è richiesto, tenere lontani i dubbi, trat-tenere sulla lingua il tuo sapore, questo mi piace.

Tener fede alle promesse, no, meglio alle premesse, tener testa ai sensi di colpa, quando e se, tener sotto controllo sistole e diastole, tener dentro parole che non mi potrei permettere, tenersi nel binario, tener fuori la tristezza che non sia quella fisiologica dei miei occhi, tener lontani i fantasmi. Tieni (tu)? Tengo (ci).

by Sabrina Campolongo


Poesia intraducibile

Premessa: è personale… nel senso che è per una persona. Una sola persona, che non è sola. Parto con i  giochi, anche se con la partenza me la son giocata.

 

Sono un Ilunga

e quanto amavo il cafuné che facevo

ho sempre preferito il wabi-sabi, allo shadenfreude,

ed è il tuo duende che mi lasciava così… hyggelig

ed adesso, in questa saudade? Ya’aburnee.

 

 

(chiave di lettura)


Seasons…

un anno… 12 mesi, 52 settimane, 365 giorni, 8764 ore, fivehundredstwentyfivethousandssixhundred minutes ago…Sat May 08 07:50:04 via Twitterrific


Beata te. Perché sei abbastanza leggera da lasciarti trasportare, mentre io non riesco a non pensare. E rimango pensante e pesante, attaccato a questa terra che non fa volare i miei pensieri. A questa terra, a questa vita. Bella affascinante, cristallina e gelida.

Ghiaccio di questa eterna attesa di primavera, che il fuoco della stanchezza non potrà mai innescare. E a nulla valsero quelle altre rondini dagli occhi punteggiati, che la mia speranza ha rivestito di fiori, ma la loro libertà ha fatto volare in luoghi migliori.

Smisi di essere colui che fu, ma ancora nessun vento riesce a gonfiare le vele di una nave grigia, desiderosa di salpare, ma ardua da disancorare.

E piovvi cenere.


Dusk or Dawn?

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È incredibile quanto le ultime fasi del tramonto somiglino alle prime fasi dell’alba.

E non sai più se stia tramontando la notte con la sua bellezza, o il giorno con la sua furia.

Guardo il cielo, e mi accorgo che sta tramontando solo qualcosa che c’era. E che l’attesa è vana.


I do not want this….

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Sangue.

Voglio vedere scorrere il sangue tra le mie dita.

Voglio essere inondato di questa merda di sangue.

Che mi restituisca quello che ho vomitato giù nel lavandino.


…volando…

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…si chiamavano affettuosamente Zeus ed Era perché si ritenevano felici come gli dei…
A tutti era noto che i due si amavano teneramente e che col passare del tempo il loro amore diventava sempre più intenso. Mai avevano passato un giorno uno lontano dall’altra, né pensavano che qualche occasione o necessità li avrebbe separati anche per poco tempo…

…e i due volarono inseparabili sul mare…